Armando Siri in un post su Facebook scrive alcune considerazioni profonde inerenti al mondo di internet, i social network, la realtà virtuale ed il ruolo della politica in questo settore.

Queste le parole di Siri:

“Vi sto scrivendo dalla famosa “piazza” virtuale che doveva essere la bandiera della libertà di espressione per ogni essere umano sulla terra.
“Nessuna censura” era il motto del suo fondatore.
Poi però il profilo del Presidente USA è stato chiuso senza appello, mentre i terroristi afghani con il loro profilo comunicavano al mondo la presa di Kabul.
Adesso, dopo quasi vent’anni dalla sua nascita Facebook, cambia nome al futuro che diventa “MetaVerso”.
È interessante l’utilizzo della parola “Meta” che ha una radice ben precisa in ebraico, quella di “morte”. E Zuckerberg è ebreo.
Carl Gustav Jung, sosteneva che il “caso” non esiste.
Aggiungerei, soprattutto nel “caso” si tratti di una multinazionale, che prima di scegliere un nome avrà fatto una lunga due diligence.
O forse no. Forse era proprio così che lo si voleva chiamare il futuro.
Facebook allora è “cattivo”? No, ma l’Uomo che lo utilizza può esserlo moltissimo.
Gli esseri umani sono maestri nel crearsi prigioni senza sbarre in cui essere i prigionieri e i carcerieri allo stesso tempo.
Intanto fra qualche mese, massimo un anno, vedremo bambini e adolescenti in giro con in testa un’archetto con alla base una calamita e sugli occhi una mascherina che assomiglia molto a quella per sciare. La vita si svolgerà solo lì dentro: la realtà virtuale o aumentata.
Lo SmartPhone, lo avranno solo i “vecchi”, il futuro nel MetaVerso è pronto.
Prima di ogni nuova vita, inevitabilmente c’è una morte.
E la politica? Beh, la politica segue ciò che vuole la ggggente, ma se la ggggente è debole e non sa VOLERE, ma solo ACCETTARE, di conseguenza anche la politica è debole e assente.
Però se tra tanta ggggente che accetta le cose per come sono, c’è un solo IO che non vuole morire, allora non tutto è perduto.”