Il debito pubblico italiano volerà al 159,7% del Pil nel 2021. La stima è contenuta nell’aggiornamento del Fiscal Monitor del Fondo monetario internazionale, secondo cui il dato 2020 si dovrebbe attestare al 157,5%. Un macigno che impone al governo di stabilizzare i conti pubblici, cioè aumentare il prelievo fiscale.
Il responsabile del dipartimento Affari fiscali dell’Fmi, Vitor Gaspar, infatti, ha invitato il nostro Paese a usare le risorse del Recovery Fund “per finanziare progetti di alta qualità in grado di rafforzare le prospettive di crescita e accelerare la riduzione del debito”. Il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha aggiunto che “nella revisione delle nostre regole fiscali affronteremo il problema del debito elevato e dei bassi tassi di interesse”.
Secondo le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale, quest’anno l’economia globale dovrebbe crescere del 5,5 per cento, 3 decimi di punto sopra le precedenti stime. La ripresa sarà trainata soprattutto dalla Cina (con una crescita attesa dell’8,1 per cento, dopo un risultato nonostante tutto positivo nel 2020) e dagli Stati Uniti (più 5,1 per cento, due punti sopra le attese). L’Eurozona segnerà solo un più 4,2 per cento, dopo il meno 7,2 per cento del 2020. Come spiegare queste differenze? Secondo il Fondo, la causa prossima va ricercata nel peggiore impatto del Covid sul Vecchio continente, forse anche a causa della nostra struttura demografica. E conta pure la lentezza nella somministrazione dei vaccini.










