L’agonia dei ristoratori: “Basta chiusure. Chiediamo di aprire anche la sera”

Ristorante chiuso

È ancora agonia tra i ristoratori, dopo l’annuncio di ieri al Senato e alla Camera del ministro della Salute Roberto Speranza. Non si può abbassare la guardia, bisogna continuare ad avere restrizioni, non si può ancora aprire, troppo presto. Questo il leitmotiv del suo discorso. Quella che sembrava potesse essere un primo spiraglio verso la normalità, soprattutto per l’apertura nelle zone gialle, quelle a meno rischio, si è trasformato in una nuova “batosta”, che questa volta rischia di fare davvero male a ristoratori e diversi imprenditori.

La battaglia dei ristoranti continua. Chiedono vengano aperti i locali anche nelle ore serali in zona gialla. Lo ha detto anche Matteo Salvini: “Se i ristoranti sono sicuri a pranzo, lo sono anche a cena”. Il prossimo Dpcm sarà il primo firmato dal nuovo premier Mario Draghi e varrà dal 6 marzo fino a Pasqua. Già però si preannunciano lacrime e sangue perché difficilmente verranno accolte le richieste dei ristoranti. Il Comitato tecnico scientifico ha dato parere negativo sulle riaperture, ma l’impegno dell’esecutivo è sempre quello di mediare tra le richieste (i diktat, pardon) degli scienziati e le istanze dei cittadini.

E mentre il ministro della Salute appoggia la linea rigorista del Cts, le Regioni insistono e già questa mattina nell’incontro fissato con i ministri Speranza e Gelmini per la concertazione delle prossime misure. Chiedono un elemento di discontinuità con quanto fin qui fatto. Sono Giovanni Toti e Luca Zaia, ma anche sul fronte politico opposto il governatore dell’Emilia Bonaccini, a spingere sulla possibilità di consentire da subito la riapertura la sera nelle zone gialle o tutt’al più la possibilità per i ristoratori di scegliere se aprire a pranzo o a cena.

“Io ho chiesto al governo che possano decidere ristoratori se almeno aprire a pranzo o a cena”, dice il governatore della Liguria. Sulla stessa linea il governatore del Veneto: “Spero nel prossimo dpcm ci sia un’analisi molto più profonda rispetto alle diverse attività. Mi riferisco ad esempio ai ristoranti aperti a pranzo e chiusi a cena. Così la gente non capisce – dice Zaia. “Il mondo va nella direzione dei test rapidi, dei test di seconda e terza generazione e dei fai da te ad invasività zero”, continua Zaia ribadendo di essere favorevole alla possibile apertura dei ristoranti alla sera.