Accelerano i vaccini, la ripresa è più vicina. Per la Bce “importante il contributo dell’Italia”

Luis de Guindos Bce
Luis de Guindos, vicepresidente della Bce, con Mario Draghi

La campagna vaccinale procede molto più velocemente. Ieri il commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, intervenendo all’inaugurazione del nuovo hub vaccinale di Porta di Roma, ha annunciato anche che nei prossimi mesi si procederà a vaccinare all’interno delle scuole. Vorrebbe dire, davvero, dare l’accelerata definitiva all’operazione Italia Covid Free. Intanto, passo dopo passo, per due giorni di seguito (517 mila il 29 aprile, 508 mila il 30 aprile) è stata superata la soglia delle 500 mila dosi quotidiane. Ma buono è anche il dato del primo maggio: 419 mila 280 punture, un record considerando il giorno festivo. II 25 aprile, per dire, le iniezioni furono poco più di 265 mila.

«A maggio – dice Figliuolo – riceveremo altri 15-17 milioni di dosi (altri 25 milioni poi entro giugno, ndr). Solo tra il 5 e il 7 maggio arriveranno oltre 2,1 milioni di dosi Pfizer e tra il primo maggio e ieri ne sono arrivati altri 3 milioni. L’Italia ce la farà e in fretta ma ora non dobbiamo passare dai Mi-Vax, i saltafila, ai No-Vax delle classi più giovani…».

Il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss e portavoce del Cts, traccia la linea oltre la quale potremo riacquisire un’altra buona fetta di libertà: «Siamo in una fase di transizione delicata, di decrescita lenta ma costante della diffusione del virus. Per evitare che la curva torni a crescere serve intervenire a tre livelli: primo, continuare a vaccinare al ritmo sostenuto di questi ultimi giorni; secondo, monitorare bene la situazione e intervenire localmente dove necessario; terzo, ma non certamente ultimo, fino a che non avremo un maggior numero di immunizzati continuare ad adottare comportamenti di prudenza per non essere poi costretti ad adottare nuove misure restrittive. Bisogna continuare ad essere prudenti. Prima di tutto perché occorrono non meno di due-tre settimane prima che si formi una prima risposta immunitaria che si completa dopo la seconda dose. Mascherine e distanziamento serviranno ancora fino a che larga parte della popolazione non sarà vaccinata, perché anche chi è immunizzato non può escludere il rischio di contagiare chi non lo è».

Grande endorsement del vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, a Mario Draghi. In una intervista ha detto: «Siamo in una situazione “agrodolce”. Il primo trimestre è stato più debole di quanto non avessimo previsto tre mesi fa. D’altra parte il ritmo di vaccinazione sta guadagnando slancio in tutta Europa. Ed è un’ottima notizia perché sarà il fattore che influirà principalmente sull’economia. Per ora la stima è che la crescita sarà intorno al 4%. Mario Draghi ha dato un contributo molto importante all’Europa e ora sta dando un contributo molto importante all’Italia. E il contributo principale all’Italia, per ora, è che guida un governo di unità che ha il sostegno di una maggioranza molto ampia in Parlamento. È molto importante. E il Recovery Plan per l’Italia sarà fondamentale, sarà l’elemento chiave per determinare il futuro della sua economia. E penso anche che il prestigio e la reputazione di Draghi siano stati il collante per l’unità che vediamo nel Parlamento italiano. È un ottimo segnale per tutta l’Europa».

A proposito di crescita, il Commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni dichiara: «Nelle previsioni d’inverno della Commissione parlavamo di crescita del 3,8% per il 2021 e 2022. Presenterò le nuove previsioni di primavera tra una decina di giorni e credo che potrebbero essere anche migliori. L’Italia? Potrebbe avere un buon livello e godere in particolare di una ripresa forte. Però, ripeto, il tasso di crescita è importante: il Fmi ha parlato per l’Eurozona di un tasso di crescita superiore al 4%, numeri che non vedevamo dal secolo scorso in Europa. Ma tutto ciò deve corrispondere a una economia più verde e a una crescita che non sia solo una fiammata dopo la caduta».

Infine, secondo l’ex capo economista del Tesoro, Lorenzo Codogno: «II contributo alla crescita aumenterà negli anni successivi fino a più del 3% cumulato nel 2027, un risultato prudente ma non trascurabile. L’indicazione dei sette anni rappresenta il limite previsionale fissato dal multiannual financial framework in cui viene incardinato il NextGen Eu. Comunque anche le stime del governo sono caute, credo su input del ministro Franco».