La Lega si prepara a un congresso straordinario che sarà anche elettivo. Matteo Salvini, al termine del Consiglio federale riunito per circa quattro ore nella sede di via Bellerio, ha indicato tempi stretti: l’assise dovrà svolgersi «entro un mese al massimo». Data e sede sono ancora da definire, mentre la commissione regolamento dovrà stabilire le procedure. Il segretario ha però già espresso una preferenza: «Da milanese mi piacerebbe farlo a Milano».

Sul tavolo non ci sarà soltanto la linea politica. Il congresso sarà chiamato a pronunciarsi anche sulla leadership del partito e Salvini ha aperto esplicitamente alla competizione interna: «Conto e mi aspetto che si candidi qualcun altro». Il Consiglio federale, ha riferito il vicepremier, gli ha confermato all’unanimità la fiducia, ma la decisione finale dovrà spettare ai delegati chiamati a rappresentare militanti e territori.

L’appuntamento annunciato a Pontida arriva dopo mesi di tensioni interne e di richieste di maggiore attenzione alle istanze del Nord. Tra gli esponenti che hanno sollecitato un confronto c’è il presidente lombardo Attilio Fontana, che alla vigilia del federale aveva spiegato che al congresso la componente territoriale continuerà a rappresentare le proprie idee.

Salvini, dal canto suo, ha respinto le critiche sulla scarsa rappresentanza lombarda, ricordando la presenza di cinque ministri leghisti provenienti dalla Lombardia. Ora l’attenzione si sposta sulle mosse dei governatori e degli esponenti nordisti: il nodo sarà capire se il dissenso sulla linea del segretario si tradurrà anche in una candidatura alternativa alla guida del Carroccio.