La premier Meloni ha blindato la posizione dell’Italia davanti al Senato, tracciando una linea netta sulla crisi in Medio Oriente. Il governo non seguirà USA e Israele in raid unilaterali contro Teheran: «È un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte», ha scandito la premier, definendo l’azione «fuori dal perimetro del diritto internazionale». Pur ribadendo il pericolo di un Iran nucleare, Meloni ha preteso garanzie per i nostri militari in Libano, inviando un messaggio preciso a Netanyahu: «La sicurezza del personale Unifil va garantita in ogni momento».
Il pugno duro si è spostato poi sul fronte interno, con un avvertimento diretto ai giganti dell’energia: «Consiglio prudenza a chi pensa di arricchirsi sulla pelle dei cittadini». La premier si è detta pronta a colpire gli extraprofitti con una «maggiore tassazione delle aziende responsabili», confermando inoltre di valutare il meccanismo delle «accise mobili» per frenare i rincari alla pompa.
Infine, Meloni ha difeso la validità dei centri in Albania, definendoli «in linea con il diritto internazionale ed europeo», e ha attaccato le decisioni dei giudici che ne bloccano il funzionamento definendole «prive di buonsenso», specialmente quando impediscono il trattenimento e il rimpatrio di soggetti condannati per reati gravi. Un intervento che punta a rivendicare la forza di un governo che, a detta della premier, «non è complice di decisioni altrui né isolato in Europa».










