Sono tornati in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, i due cittadini italiani detenuti in Venezuela per più di quattordici mesi. Il volo del 31° Stormo dell’Aeronautica militare, decollato da Caracas, è atterrato all’aeroporto di Ciampino intorno alle 8.30 del mattino, ponendo fine a una lunga vicenda segnata da incertezza e sofferenza.
Ad accoglierli sulla pista c’erano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che hanno seguito in prima persona le fasi finali del rilascio.
All’uscita dall’aeroporto, l’avvocato Alessandra Ballerini ha letto una dichiarazione di Alberto Trentini e della sua famiglia: “Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni”.
Emozionato anche Mario Burlò, che ha raccontato il momento del rientro: “Gioia immensa toccare la mia bella Italia. Abbracciare i miei figli è stato un piacere immenso”. Burlò ha poi parlato delle condizioni della detenzione, definendo il sequestro “disumano”, precisando di non aver subito violenze fisiche bensì psicologiche.
Sul piano diplomatico, il ministro Tajani ha assicurato che il lavoro non è concluso. “Continuiamo a impegnarci per gli altri italiani ancora detenuti: sono 42, di cui 24 per motivi politici. Anche chi ha doppia cittadinanza ha diritto a rientrare”, ha dichiarato.










