Parte da un gruppo di avvocati, provenienti in maggioranza dal Foro di Napoli un appello contro la certificazione verde.

“I firmatari del presente appello — recita il documento — non possono esimersi dal denunciare la criticità del provvedimento. Esso, oltre a difettare dei requisiti di necessità ed urgenza, addirittura con una previsione differita, lede i diritti del singolo e della collettività, ponendosi in contrasto con principi costituzionali fondanti l’impianto normativo nazionale, letto anche alla luce delle norme sovranazionali recepite. Elencano i principi costituzionali che ritengono violati:

1; la dignità del lavoro e dei lavoratori prevista dall’articolo 1 della Carta fondamentale; i doveri di solidarietà politica sanciti dall’articolo

2; l’obbligo della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitino la libertà e l’uguaglianza tra i cittadini al quale fa riferimento l’articolo

3; il riconoscimento del diritto al lavoro sancito dall’articolo

4; la riserva di legge per i trattamenti sanitari obbligatori, «in ogni caso limitati dal divieto di violazione del rispetto della persona umana», prevista dall’articolo 32”.

Il regolamento Ue 953/2021 pone l’obbligo di non discriminare sia direttamente che indirettamente, chiunque abbia scelto di non vaccinarsi. Il green pass si pone in forte antitesi con tale regolamento. Da un lato introduce un obbligo vaccinale surrettizio, dall’altro individua due categorie di cittadini evidentemente con trattamento diseguale.