L’Aula della Camera con 444 sì ha votato la fiducia al Governo sul testo del decreto Sostegni bis ampiamente rivisto e corretto dalla commissione Bilancio di Montecitorio. Ora il testo passa alla “ratifica” del Senato che dovrà licenziarlo entro il 24 luglio. Il testo che si appresta a lasciare la Camera, come ha sottolineato il relatore Massimo Bitonci (Lega) «immette 44 miliardi complessivi nel mondo reale».

Si va dagli aiuti automatici a fondo perduto a una nuova infornata di bonus fiscali per circa 800 milioni a una serie di fondi settoriali e microsettoriali che valgono complessivamente altri 900 milioni. Tra i nuovi aiuti dedicati ai settori produttivi vanno segnalati i 350 milioni per l’automotive. E in tema automotive, proprio ieri la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha presentato le misure che trasformeranno l’economia e lo stile di vita europei nel prossimi decenni per rendere l’Ue climaticamente neutra entro 2050. 

Il principio seguito è «chi inquina di più, paga di più». «L’economia dei combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti. Dobbiamo passare a un nuovo modello, uno che è alimentato dall’innovazione, che ha energia pulita, che si muove verso un’economia circolare».

Legge Zan, Salvini: “Il Pd si fermi”

Muro contro muro sulla legge Zan. Respinta, al Senato, la richiesta di stop. II testo va avanti per un voto. «II Pd si fermi» chiede il leader leghista Matteo Salvini. Italia viva: necessario mediare. II segretario dem Enrico Letta: nessuna trattativa. Quello che è accaduto ieri alle votazioni sul Ddl Zan in Senato – dove la sospensiva non è passata per un solo voto di scarto – è stato un segnale per quella legge ma anche per tutto l’iter delle riforme che imboccheranno il Parlamento. Sia destra che sinistra si stanno irrigidendo e si contendono i voti dei singoli senatori invece di mediare visto che non sono autosufficienti. La destra, infatti, cerca la sponda di Renzi e il Pd si trova in mezzo tra le divisioni dei 5 Stelle e le posizioni del capo di Italia Viva. Oggi ci sarà una riunione in cui i senatori Pd parleranno a viso aperto della strategia per affrontare il Ddl Zan. «Senza un’iniziativa politica questa legge, che è un passo avanti fondamentale sul tema dei diritti civili, si bloccherà. Non credo che una sconfitta sia meglio di una mediazione», dice Alessandro Alfieri, portavoce di Base Riformista.

Caso Whirlpool, la multinazionale chiude

Whirlpool non cambia idea. La multinazionale ha confermato ieri la chiusura dello stabilimento di Napoli annunciata a maggio 2019: le lavatrici di alta gamma made in Campania non sarebbero più richieste dal mercato. Mentre i 327 lavoratori di Napoli incontravano Mario Draghi a Santa Maria Capua Vetere, i partiti chiedevano la marcia indietro della multinazionale. Il Sottosegretario Claudio Durigon afferma: «II blocco dei licenziamenti non è una soluzione. Dobbiamo cercare di non fare proclami e far tornare le persone a lavorare, questa è la cosa più importante. Whirlpool è una vertenza che ci portiamo avanti da tantissimo tempo, c’è una riconversione in corso. Ma si può risolvere solo invogliando gli investitori a non scappare dall’Italia, va risolta offrendo delle prospettive».