Una «grande soddisfazione». E i motivi sono più di uno: «per l’abilità e la fermezza dimostrata dal presidente Draghi» sul confronto che ha portato all’avviso comune in tema di licenziamenti. E perché «si torna a quello che Confindustria aveva detto a settembre, un grande Patto per l’Italia», con un’intesa che «è una visione sul futuro, una grande responsabilità per tutti noi». Carlo Bonomi commenta l’accordo dell’altro ieri, e guarda avanti, alla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro: «auspichiamo di poter vedere finalmente un testo di quella riforma che il ministro Orlando continua ad annunciare, ad oggi non abbiamo visto nulla. Dal momento che abbiamo firmato tutti un avviso comune dove si parla di principi condivisi per realizzarla, vorremmo capire di cosa stiamo parlando. Sarebbe auspicabile confrontarci e non commettere gli errori del passato».
E nel suo intervento all’assemblea di Assolombarda il ministro dell’Economia Daniele Franco ha voluto dare un messaggio inequivocabile al mondo produttivo: «Faremo tutto il necessario per sostenere le imprese». In questo passaggio, riconosce il titolare dei conti italiani, «la posizione debitoria delle imprese è uno degli aspetti critici della ripresa». Le moratorie che hanno incontrato una nuova proroga a Bruxelles sono uno strumento utile per evitare l’esplodere di questa possibile crisi del debito, ma nel medio periodo rischiano di non bastare. Il governo, assicura Franco, «valuterà con attenzione l’evolversi della situazione», e dopo aver messo in campo misure per circa «70 miliardi, il 4% del Pil», è pronto ad «aggiustare gli interventi se necessario».










