Oggi Vito Crimi annuncerà che si vota per il nuovo Comitato direttivo, come richiesto da Grillo; non però su Rousseau (così aveva intimato di fare sempre il fondatore) ma sulla nuova piattaforma SkyVote messa in piedi nelle settimane scorse con la consulenza di due diverse società esterne ai 5 Stelle. Mossa che darebbe finalmente un vertice legittimato e pienamente operativo al Movimento, anche eventualmente per modificare poi lo Statuto stesso.
Ma il tutto potrebbe richiedere settimane e ormai l’avvocato ha ampiamente perso la pazienza. Oltre un’ora di colloquio in mattinata con Luigi Di Maio, il quale aveva cercato di smussare, mediare, riannodare, non è servita a fargli cambiare idea. Le distanze tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, dopo giorni di toni al di sopra delle righe, restano quasi impossibili da colmare.
Di Maio ha tentato di spingere verso una composizione e ha sperato che Conte potesse dire sì all’iniziativa dei gruppi parlamentari di chiedere un confronto con il Garante, statuto e carta dei valori in mano, davanti a loro. Ma «è andata male», è la frase che risuonava ieri nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. Conte ha detto di essere pronto a incontrare i parlamentari per mostrare il suo progetto. Ma lo farà consapevole che non si tratta più della carta dei valori del nuovo Movimento, ma di qualcosa di nuovo che nascerà dalle ceneri di questa battaglia.
Draghi: l’economia italiana riparte
«Le previsioni della Commissione indicano un aumento del PiI quest’anno in Italia e nell’Ue dei 4,2%. Credo che queste stime verranno riviste al rialzo, anche in maniera significativa». Così Mario Draghi ieri all’Accademia dei Lincei nell’intervento dopo aver ricevuto il Premio internazionale «Antonio Feltrinelli», alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dei presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati.
Una lectio magistralis nella quale il presidente del Consiglio ha mostrato ottimismo per la ripartenza del Paese insieme con la determinazione da un lato di non abbassare la guardia e dall’altro di sfruttare l’occasione dei finanziamenti Ue e della politica monetaria espansiva per raggiungere una crescita sostenuta, con le riforme e gli investimenti: «Dobbiamo però essere realistici. La pandemia non è finita. Anche quando lo sarà, avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze. Una di queste è il debito, l’argomento della mia lezione di oggi. Dall’inizio della crisi, abbiamo esteso alle imprese garanzie per 208 miliardi di euro e sostegni per quasi 100 miliardi. Alla fine di quest’anno, il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo in Europa sarà cresciuto di circa 15 punti percentuali rispetto alla fine del 2019. Dobbiamo fronteggiare l’emergere di nuove e pericolose varianti del virus. Rimaniamo pronti a intervenire con convinzione nel caso ci fosse un aggravarsi della pandemia tale da provocare danni all’economia del Paese…”.
Emergenza Covid-19, la variante Delta arriva in Italia
La variante Delta sfonda gli argini anche in Italia, e per limitarne i danni servirebbe aumentare la potenza di fuoco dei vaccini che a luglio in realtà sembra destinata a calare. Di oltre il 30% secondo le regioni. Appena del 5% assicura il commissario per l’emergenza Figliuolo. Governatori e generale inizieranno a confrontarsi la prossima settimana attraverso una serie di incontri bilaterali per mettersi d’accordo sui numeri. Che intanto non tornano.
Il Commissario ieri ha ribadito che «a luglio saremo in grado di fare una media complessiva di 500 mila somministrazioni al giorno», questo grazie «ai circa 14,6 milioni di Pfizer e Moderna che con le scorte diventano 15». Oggi è attesa la nuova flash survey dell’Iss e del ministero della Salute dedicata alla variante Delta che si attesta per ora attorno al 10% in alcune grandi regioni come il Lazio e la Lombardia.
Da qui l’appello del presidente delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ad agire in anticipo «potenziando il sequenziamento e il tracciamento e mettendo in campo strategie di screening per chi arriva dall’estero». La ciambella di salvataggio la potrebbe però lanciare a giorni il premier Draghi, che insieme alla Merkel è in pressing su Pfizer e BionTech per anticipare a luglio le fiale di settembre.










