Silvio Berlusconi avanza, Matteo Salvini indietreggia, gli altri partiti della coalizione si sfilano o frenano. Va avanti a stop and go ormai da settimane il dibattito sul futuro del centrodestra, ma un punto di approdo ancora non si vede. Il leader di Forza Italia ha ribadito la sua intenzione di arrivare per il voto del 2023 a un partito unico del centrodestra, che potrebbe chiamarsi Cdu, Centrodestra unito, con un richiamo ben visibile alla storica formazione tedesca di Angela Merkel, baricentro del Ppe ai cui valori Berlusconi vorrebbe che la creatura si ispirasse. Un partito con tutto il centrodestra, Giorgia Meloni compresa, che però continua a dirsi non interessata al progetto.
Grillo rompe con Conte: caos M5s
Ieri intanto è stato il giorno decisivo per la rottura tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Era ormai questione di tempo e l’ora X è arrivata. «Ha fatto la sua scelta: di fare il padre padrone della sua creatura», dice l’ex premier un paio d’ore dopo che Grillo grida parole contro l’inadeguatezza di Conte. Secondo l’avvocato «il nuovo statuto a cui ho lavorato per quattro mesi aveva bisogno di un deciso salto di qualità in termini di democrazia interna». Regole, gerarchie e organi che hanno proprio questa funzione: mettere un partito al riparo dall’umore dei leader che giocano con il proprio potere assoluto. Stefano Patuanelli, raccontano fonti interne al M5S, contiene a stento la rabbia quando legge il post di Grillo. «Ci sta umiliando» si sfoga. Ma ormai il dado è tratto. La situazione è davvero irrecuperabile. Il Movimento 5Stelle raccoglie le briciole di un breve momento di gloria, durato pochissimo e risultato fallace per tutti.
Licenziamenti, intesa governo-sindacati
Intanto è intesa tra governo e sindacati sulla cassa integrazione prima di licenziare. Le imprese manifatturiere che esauriscono gli ammortizzatori potranno contare su ulteriori 13 settimane di cassa fruibili fíno a dicembre: saranno gratuite e quindi chi le utilizza non può licenziare. A questa novità si aggiunge la dichiarazione congiunta diffusa ieri sera da governo, sindacati confederali e associazioni datoriali: «Le parti sociali – si legge nel testo – alla luce della soluzione proposta dal governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sodali che la legislazione vigente e il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro». Non cambia nulla, invece, per il settore tessile-abbigliamento-pelletteria: essendo comparti ancora in crisi, vengono accordate altre 17 settimane di Cig gratuita (non sono dovuti i contributi addizionali) con stop ai licenziamenti fino al 31 ottobre.
Cashback sospeso, lo stop del ministro Franco
«II cashback si conclude il 30 giugno». Poi si vedrà. Poche parole ma definitive del ministro dell’Economia Daniele Franco mettono la parola fine alla misura voluta dall’ex premier Giuseppe Conte nel suo secondo governo e avviata lo scorso dicembre per incentivare i pagamenti elettronici (escludendo però gli acquisti online) e combattere l’evasione. E a poco servono le proteste (solitarie) del ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli durante la cabina di regia a Palazzo Chigi: la storia del cashback potrebbe fermarsi qui. Doveva durare fino al giugno 2022, di sei mesi in sei mesi, con un costo di circa 4,7 miliardi. «Sospesa per migliorare» viene spiegato da chi ha appoggiato la decisione presa due giorni fa a Palazzo Chigi.
Pandemia al tavolo del G20
Si è concentrato su vaccini e lotta alla pandemia il confronto al G20 dei ministri degli Esteri ospitato nella suggestiva cornice di Matera. E ha mostrato come l’opposizione tra l’Occidente e la Cina passi attraverso vari fronti, dalla diplomazia dei vaccini alle politiche di aiuto nei confronti dell’Africa. I toni sono stati accesi, nonostante le dichiarazioni di convergenza. Secondo Luigi Di Maio sconfiggere il Covid e sostenere la ripresa post-pandemia si può fare solo con un approccio sistematico e multilaterale, garantendo l’accesso equo ai vaccini: «Nessuno si salva da solo». Ma i distinguo sul modo di intendere il sostegno ai Paesi più poveri nelle loro campagne vaccinali sono comunque emersi negli interventi dei ministri.
I ministri del G20 e il patto di Matera «Obiettivo fame zero entro il 2030»
Multilateralismo, sicurezza alimentare, superamento della pandemia, transizione energetica e Africa. Alla riunione dei ministri degli Esteri del G20 ieri a Matera, seguita da una sessione congiunta, la prima di questo genere, con i ministri dello Sviluppo, è apparsa chiara a tutti l’importanza del lavoro di squadra. «La pandemia da Covid-19 ha messo iri luce la necessità di una risposta internazionale coordinata ad emergenze che trascendono i confini nazionali» ha detto il ministro Luigi di Maio nel suo discorso di apertura della ministeriale Esteri. E’ il primo G20 in presenza da due anni ma Mosca e Pechino hanno deciso di mantenere le distanze.










