“Quella del Vaticano non è un’intromissione o un’ingerenza. Il Papa è libero di esprimere il suo pensiero che coincide esattamente con il mio. La palla ora è in mano al Pd che deve confrontarsi, se non vuole confrontarsi il documento non passa”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini alla manifestazione delle Camere Penali di fronte alla Corte di Cassazione, è tornato oggi sul tema del ddl Zan e delle polemiche che in questi giorni imperversano sui giornali dopo che il Vaticano ha chiesto formalmente al governo italiano di modificarne il contenuto perché “violerebbe l’accordo di revisione del Concordato”.
Stamane il leader della Lega era intervenuto sul tema in un’intervista ad Avvenire: “La palla – ha detto – sta nel campo del Pd: noi, la Lega e tutto il centrodestra, siamo pronti a sederci attorno a un tavolo per risolvere tutti i problemi di questa legge“.
Per monsignor Bruno Forte, teologo e arcivescovo di Chieti-Vasto “occorrerebbe rinunciare a definire il significato di genere per non creare ancora più confusione: non è necessario, per una legge che vuole contrastare e prevenire violenza e discriminazione e dare dignità, avventurarsi in questa definizione. Bisogna indicare come prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione, non teorizzare in astratto”.
“Bisogna – dice – lavorare per l’accoglienza, l’ascolto, l’integrazione, non lasciare nessuno solo, bisogna promuovere rapporti umani diretti e autentici”. Quindi, ribadisce, no a “definizioni generiche o astratte. Si deve invece puntare sulla disciplina dei comportamenti, già in gran parte regolati dalle leggi esistenti e dai principi fondamentali della Costituzione”.









