Un centrodestra unitissimo quello che ieri si è ritrovato per discutere delle candidature per le comunali. Un risultato importante è stato raggiunto: i leader, che si sono rivisti dopo tre mesi e mezzo, non si sono mai scontrati. Una luna di miele che ha infastidito il centrosinistra: Salvini e Meloni hanno preso il “caffè della pace”, il clima è apparso sereno ma soprattutto c’è la certezza che «ci si presenterà uniti ovunque». Per sapere chi saranno i candidati di Roma e Milano però bisognerà ancora attendere il fine settimana o la prossima.
Dal vertice è uscita una linea unanime: «Bisogna puntare sui civici». Ma è anche vero che trovare candidati della società civile non è facile: «Proporrò presto una legge per aumentare gli stipendi e le tutele legali per i sindaci», ha detto Salvini, sapendo bene quanto sia problematico trovare big disposti a mettersi in gioco, magari quelli tra i tanti che al vertice ha snocciolato Sgarbi, da Feltri a Del Debbio. Quindi se i nomi che verranno testati in questi giorni non otterranno risultati soddisfacenti, si potrebbe anche tornare a candidati politici. Il coordinatore di Fi Antonio Tajani ribadisce: «I nomi verranno al momento giusto. Stiamo valutando ancora le candidature. Ma abbiamo raggiunto un significativo risultato. In tutte le città il centrodestra correrà unito con un solo candidato. Insomma mentre la sinistra corre divisa noi mostriamo una solida compattezza. L’idea è di andare con candidati civici, altrimenti ricominceremo a valutare candidati di tipo politico».
Recovery plan: cabina di regia a Draghi e Franco
Ieri è stato il giorno di un’altra decisione importante: la gestione del Recovery plan sarà nelle mani della presidenza del Consiglio e del ministero dell’Economia. La conferma nell’incontro tra il premier Draghi e i capidelegazione della maggioranza. Draghi guiderà la cabina di regia in cui di volta in volta verranno coinvolti i ministri competenti dei singoli progetti. II decreto andrà approvato entro fine mese, assieme a quello sulle semplificazioni, incagliato per ora sulla questione appalti e su cui non sarà facile trovare l’accordo.
Il sottosegretario Roberto Garofoli ha spiegato che la governance del Piano gestirà i fondi secondo uno schema a «geometria variabile». Draghi presiederà la cabina di regia alla quale prenderanno parte, di volta in volta, i ministri competenti per i vari dossier.
Lavoro, dal 1° luglio le aziende non avranno divieto di licenziare
Dal 1° luglio le aziende di manifattura e costruzioni usciranno dalla cassa Covid-19 e non avranno il divieto automatico di licenziare. Le imprese ancora in difficoltà, tuttavia, potranno tornare ad accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria, senza pagare i contributi addizionali fino al 31 dicembre. Fino a quando utilizzeranno la cig “scontata” le imprese non potranno licenziare.
Con la mediazione di Palazzo Chigi e del Mef cambia l’impostazione ipotizzata venerdì scorso dal ministro del Lavoro, Orlando. «Un metodo inaccettabile, cosi non si fanno riforme», afferma il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. «C’è un problema di metodo – dice -: se, come dice la sottosegretaria Nisini, si fanno imboscate, mi chiedo qual è il livello di interlocuzione, come si fa a lavorare insieme sulle riforme delle politiche attive del lavoro che dovrebbero vedere il concorso di tutti, dallo Stato alle imprese, ai sindacati. Confindustria aveva investito su questi rapporti, c’era un tavolo sul quale confrontarsi: siamo invece di fronte ad un ministro che propone un provvedimento di blocco al 28 agosto mentre in contemporanea il Parlamento vota lo stop ai licenziamenti fino al 30 giugno. Ma che certezza hanno adesso le imprese, che si stanno riorganizzando? E che immagine diamo come Paese? A ritrovarsi in difficoltà è il Paese, non Confindustria».










