Sono inquietanti le ultime rivelazioni del Wall Street Journal sulle origini del coronavirus. Secondo un report dell’intelligence americana, pubblicato sul quotidiano, tre ricercatori dell’istituto di virologia di Wuhan si ammalarono e furono ricoverati in ospedale già nel novembre 2019. I “sintomi sarebbero compatibili sia con il Covid sia con l’influenza stagionale”.

Si accedono nuovamente dunque i riflettori sulla città cinese, epicentro del Coronavirus. Ancora una volta si mette in discussione pubblicamente – ma con pochi risultati – la gestione e la trasparenza da parte della Cina.

Le informazioni in mano ai servizi segreti provengono da varie testimonianze e sono di comprovata qualità. Notizie molto precise, anche se non si sa ancora quale sia stata la causa della malattia che ha colpito i tre medici cinesi”. La pubblicazione del documento dell’intelligence giunge a poche ore da un incontro dell’Organizzazione mondiale della sanità nel quale dovrebbe essere discussa la prossima fase dell’inchiesta sull’origine del Covid-19. La prima parte delle indagini, condotte da un team di esperti dell’Oms coadiuvati da scienziati e medici cinesi, ha portato nei mesi scorsi alla conclusione che l’ipotesi dell’incidente di laboratorio è “estremamente improbabile”. Tuttavia, diversi voci – fra le quali quella del segretario di Stato Usa Antony Blinken – hanno sollevato il sospetto che le indagini siano state “inquinate” dalla Cina.

Lega: “La Cina si conferma minaccia a democrazia. Ue pretenda verità su Wuhan”

 Questa mattina, a seguito delle notizie riportate, gli europarlamentari della Lega  Marco Zanni (presidente gruppo ID) e Marco Campomenosi (capo delegazione LEGA) hanno espresso preoccupazione in una nota: “Le inquietanti notizie provenienti dalla Cina negli ultimi giorni, dall’arresto del vescovo di Xinxiang, sacerdoti e seminaristi nel silenzio della comunità internazionale, fino alle nuove rivelazioni del Wall Street Journal sui ricercatori del laboratorio di Wuhan gravemente ammalati già nel novembre 2019, non fanno che confermare quanto la Lega sostiene da tempo: il regime di Pechino non è un partner affidabile di Europa e occidente, ma un nemico della democrazia e della libertà”.

“Bruxelles – continuano -, che ha ammesso di aver finanziato il laboratorio di Wuhan solo dopo l’interrogazione presentata dalla Lega , non può continuare a far finta di nulla. Su temi fondamentali quali rispetto delle minoranze, rispetto dei diritti umani e civili, trasparenza servono garanzie. L’Ue, di solito così zelante a tutela delle minoranze oppresse, faccia sentire la sua voce per la difesa dei cristiani perseguitati in Cina e pretenda chiarezza su Wuhan. Dopo mesi di bugie, vogliamo la verità”, concludono gli europarlamentari.