“Il disegno di legge legge Zan è scritto male. E per questo motivo sono impegnata a modificare una legge che è intrinsecamente discriminante e divisiva. La condanna della violenza c’è già in molte altre leggi esistenti ma se si vuole ribadirla lo si faccia almeno con chiarezza e senza ambiguità, senza ampliare l’arco delle discriminazioni e creare nuove vittime di violenza”. E’ quanto sostiene la senatrice UDC Paola Binetti che, in occasione della Giornata internazionale contro l’omotransfobia interviene nel dibattito politico sul Ddl Zan.
“Concordo con il punto di vista espresso ieri dal presidente della CEI, Gualtiero Bassetti: il disegno di legge va corretto, non affossato. Serve una legge chiara, in modo che non abbia infiniti sensi e interpretazioni“, continua Binetti che focalizza l’attenzione sull’ambiguità di concetti come l’identità di genere, che mette in discussione la differenza uomo-donna. La distinzione tra i generi esiste, in natura – continua il ragionamento della parlamentare Udc -, con le caratteristiche peculiari degli uni e delle altre. Noi continueremo a citare la Bibbia (‘maschio e femmina li creò’). Questo non ce lo può impedire nessuno”, conclude Binetti che fa notare come “sussistano molte perplessità anche nel Pd, uno dei partiti più determinati a chiederne l’approvazione, o nella stessa comunità Lgbtq+. La giornata di oggi assume particolare importanza: bisogna combattere sì contro ogni forma di discriminazione e violenza, ma nei confronti di chiunque, quindi anche contro le persone omo-transessuali”.










