Il governo non permetterà alle Regioni di deviare dal piano vaccinale appena diramato dal commissario straordinario all’emergenza. Draghi ferma dunque i governatori “ribelli” e fissa la linea dura. Lo fa innanzitutto con il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che propone (per ora soltanto a parole e senza atti formali) di immunizzare prima del tempo gli operatori economici nonostante il criterio anagrafico vigente, così come a nessun altro governatore. La linea della fermezza la stabilisce il premier, a metà pomeriggio, dopo aver incontrato a Palazzo Chigi il generale Francesco Figliuolo e il ministro della Salute Roberto Speranza. «Non ci saranno eccezioni», è il ragionamento del premier, «e faremo ogni sforzo necessario per far rispettare le priorità del piano».
Vaccini, Sileri: “Immunizzare gli anziani aiuterà la ripresa”
Sulla stessa linea il sottosegretario al ministero della Salute, Pierpaolo Sileri, che in un’intervista al Messaggero afferma: “Il piano vaccinale è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. E c’è scritto chiaramente che bisogna procedere per classi di età. Proteggendo prima gli anziani e i fragili si salvano delle vite, si riducono i ricoveri, si mettono in sicurezza gli ospedali. E anche così si aiuta il turismo, nessuno andrebbe in vacanza in una Regione in emergenza Covid, con tutti i posti letto occupati, dunque in fascia rossa”.
Chi invece pensa di prendere altre strade “non comprende che vaccinare i più anziani ha un ritorno per la stessa Regione: nel momento in cui vaccini gli over 70, hai meno malati in terapia intensiva, meno pressione sugli ospedali questo significa potere riprendere tutta le attività, riavvicinarsi alla vita normale. In altri termini non vedo la convenienza sia dal punto di vista sanitario sia da quello economico nel vaccinare prima determinate categorie senza proteggere gli anziani. Se hai protetto tutti i dipendenti di un hotel, ma intanto il virus corre tra chi rischia di più e gli ospedali sono intasati, la Regione si ritrova in fascia rossa. A chi conviene?”, conclude.
Spaccatura tra le Regioni per idea isole covid-free
Intanto a creare nuove fratture tra i governatori delle Regioni è l’idea delle isole covid-free con vaccini subito a tutti i residenti per renderle più sicure, e quindi più «visitabili». Un tema che diventa motivo di spaccatura e scatena un conflitto tra il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che l’idea l’ha lanciata per primo, e il governo. E la proposta spacca il fronte delle Regioni con il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a guidare la protesta. «Non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre – la posizione del governatore emiliano Stefano Bonaccini -. Piuttosto il governo si dia da fare perché arrivino più dosi per vaccinare nel più breve tempo possibile e lavori per il passaporto vaccinale, con regole uguali per tutti a livello europeo».
Toti: “Isole covid-free suggestioni e scorciatoie”
Secondo il governatore della Liguria Giovanni Toti l’ipotesi di isole Covid-free è “suggestione” o “scorciatoia”. In un’intervista al Corriere della sera dice che “per far ripartire turismo e terziario serve un Paese sicuro nel complesso. Noi non abbiamo una Sant’Elena in mezzo all’Oceano in cui spedire Napoleone. Chi è che va a Capri senza vedere Castel dell’Ovo? Le Cinque Terre sono isolate, ma come possiamo evitare che la gente vada a fare shopping a Genova? Mi pare un’ipotesi irrealizzabile prima ancora che ingiusta“. E poi: “Perché’ un 70enne dovrebbe essere vaccinato dopo un 50enne che vive in una zona turistica?“.
Decreto Sostegni, ultime modifiche
Intanto il governo lima le ultime modifiche al Decreto Sostegni bis, che sarà varato sulla scia del nuovo scostamento in arrivo da 35-40 miliardi (o forse anche più), è destinato anche ad aprire la strada ad alcuni interventi per favorire la ripresa. Compreso un pacchetto-lavoro che, riunione dopo riunione, sta prendendo una forma sempre più definita, seppure ancora con qualche incognita legata alle risorse realmente utilizzabili. Migliaia di emendamenti, 2.862 per la precisione. Per un decreto che deve essere approvato di corsa e che alla Camera, ancora una volta, andrà solo per un passaggio formale affinché entri in vigore al più presto. Ma ieri nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato sono arrivate quasi tremila proposte di modifica al decreto Sostegni.
Pnrr, subito il confronto con partiti e parti sociali
Il presidente del Consiglio, una volta varato il Def, aprirà immediatamente il confronto con tutte le forze politiche e le parti sociali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è ormai in gran parte pronto e verrà presentato in Parlamento subito dopo il voto sullo scostamento di bilancio atteso per la prossima settimana, ovvero tra il 19 e il 25 di questo mese. La data cerchiata in rosso per il Pnrr è il 27 aprile, con le comunicazioni del premier a Camera e Senato.
Di Maio vede Blinken «Aiuto per i vaccini e impegno in Libia»
Consegne più rapide dei vaccini già prenotati e un maggior impegno politico in Libia. Gli Stati Uniti aprono alle due richieste che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha messo sul tavolo con il Segretario di Stato Antony Blinken. Innanzitutto il governo italiano prende atto della linea Biden sulla pandemia, che il virologo Anthony Fauci ieri ha ripetuto allo stesso Di Maio: prima immunizziamo gli americani e poi penseremo agli altri. Niente fiale extra, dunque, almeno per il momento. II ministro, però, ha sollecitato Blinken a fare pressioni sulle tre multinazionali Usa, Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson perché rispettino gli impegni e se possibile, accelerino le consegne pattuite.










