Resta il blocco dei licenziamenti, anche se in modo differenziato. È questa la scelta finale del governo che verrà inserita nel pacchetto lavoro del decreto Sostegni, il cui varo dovrebbe avvenire venerdì.

Nelle grandi aziende, quelle che possono usufruire della cassa integrazione ordinaria (industria ed edilizia), non sarà possibile licenziare fino al 30 giugno. Nelle altre attività, lo stop resta fino all’autunno, quando si suppone sarà varata la riforma che estenderà gli ammortizzatori sociali a tutti.

Lo ha annunciato, confermando le indiscrezioni già circolate, il ministro del Lavoro Andrea Orlando. È una scelta “cautelativa”, per evitare lo scoppio di una vera e propria bomba sociale. Come è noto l’attuale blocco dei licenziamenti, tra una proroga e un’altra in vigore ormai da un anno (il primo provvedimento è del 17 marzo 2020), scadrà il 31 marzo. La ratio della diversa durata della proroga sta nelle differenti protezioni di base di cui godono i lavoratori. Quelli delle piccole imprese, non avendo un sistema ordinario di ammortizzatori, rischierebbero infatti, una volta licenziati, di restare senza reddito, una volta terminata la Naspi, l’indennità di disoccupazione. Per i lavoratori che invece hanno la cassa integrazione ordinaria e straordinaria i processi di ristrutturazione aziendale possono essere gestiti nel tempo, allontanando il licenziamento.

Intanto entra nel vivo il percorso di riscrittura del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per fine aprile, il governo dovrà consegnare a Bruxelles la versione finale del documento. Ieri c’è stato un confronto tra il premier Mario Draghi e i ministri impegnati nella stesura, a cominciare dal titolare dell’Economia, Daniele Franco. Un “cantiere aperto”, dunque, i cui contorni definitivi saranno messi a punto partendo dalla bozza lasciata in eredità dal precedente esecutivo, in cui è presente “uno zoccolo duro di dati e informazioni” da integrare e affinare, come ha spiegato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Che ieri, in una doppia audizione di quasi 7 ore, ha tracciato le linee programmatiche del dicastero e fissato alcuni snodi cruciali per la road map del Recovery Plan italiano e, soprattutto, per la sua attuazione. Per la buona riuscita della road map servirà un enorme lavoro di semplificazione e snellimento della burocrazia in modo da accelerare la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili.