«Il 7 aprile, giornata mondiale della salute, potrebbe essere la data perfetta per riaprire piscine e palestre dove i dati lo consentono. Sono contrario a un lockdown nazionale: bisogna agire a livello locale dove c’è una recrudescenza del virus, ma nelle zone gialle, o nella Sardegna bianca, dobbiamo mandare un messaggio di speranza e pianificare le riaperture». Così Matteo Salvini in un’intervista a Libero Quotidiano.

Il leader della Lega parla dei suoi primi 48 anni, ma anche di Italia ed Europa. «L’ingresso della Lega nel Ppe non è all’ordine del giorno ma stiamo lavorando per creare un nuovo partito al Parlamento europeo. Dialoghiamo con ungheresi, polacchi». Sulla campagna di vaccinazione «finalmente alla guida del Mise c’è Giancarlo Giorgetti», dice Salvini. «Sui vaccini ha fatto più lui in 15 giorni che Arcuri in tanti mesi. L’Europa, dopo gravi ritardi, ha iniziato l’esame di Sputnik, mi risulta che le autorità russe sarebbero disponibili a produrre il vaccino in Italia, le autorità indiane sono disponibili a collaborare per Astrazeneca e ragioniamo anche con Israele. Adesso il nuovo commissario per l’emergenza è il generale Figliuolo: non si occuperà di primule o mascherine cinesi di dubbia efficacia. Dobbiamo velocizzare per tornare a vivere».

Poi il tema del passaporto vaccinale: «Non ho capito a che cosa dovrebbe servire: chi non lo possiede non viaggia? Facciamo i tamponi prima di partire, non servono patentini. La libertà di vaccinarsi o meno va salvaguardata, soprattutto ci sono persone che per motivi di salute non possono vaccinarsi e mi preoccupa che una specie di patentino possa discriminare o mettere all’indice i non vaccinati».

Le autorità russe hanno chiesto all’Ema pubbliche scuse per aver paragonato il vaccino Sputnik alla “roulette russa“. «Hanno ragione. Non è il momento di fare ironia, piuttosto Bruxelles spieghi perché le consegne ritardano. Se i contratti sono stati scritti male sarà colpa di qualcuno o no?».

A proposito di autorizzazioni, l’Ance nota che in Italia si impiegano 15 anni per completare un’opera. «Ma le sembra una cosa da paese normale? Il modello deve essere il ponte di Genova. E poi, anche in campo amministrativo e burocratico dobbiamo tornare al concetto della proprietà privata: nell’anno appena trascorso non sempre la sacralità della proprietà privata è stata rispettata. Penso al blocco degli sfratti, ci sono milioni di piccoli proprietari che non hanno affitto pagato da anni e non per il Covid, quindi lavoriamo per i risarcimenti di chi non può rientrare in possesso dei propri beni e per giunta paga pure le tasse». Mario Draghi sarebbe il candidato ideale per il Quirinale. «Non mi permetto di indicare a Draghi che cosa fare in futuro, è una grande risorsa per il paese. Bisogna stringere i denti nel mese di marzo, così supereremo l’ultimo ostacolo e poi, con le cautele necessarie, torneremo alla vita che gli italiani bramano».