Nel 2020 si è registrato un calo record della spesa per consumi delle famiglie. E’ quanto emerge dalle stime preliminari Istat pubblicate oggi in Statistica today . L’aumento della povertà assoluta si inquadra nel contesto di un calo record della spesa per consumi delle famiglie (su cui si basa l’indicatore di povertà). Secondo le stime infatti, nel 2020 la spesa media mensile torna ai livelli del 2000 (2.328 euro; -9,1% rispetto al 2019). Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l’abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,2%).

Il calo complessivo del 9,1% è infatti determinato dalle variazioni tendenziali, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a -4,7% nel primo trimestre, -17,4% nel secondo, -4,5% nel terzo e -9,5% nel quarto trimestre dell’anno. Il calo è diffuso su tutto il territorio nazionale ma risulta più intenso nel Nord Italia (-10,0%), seguito dal Centro (-8,9%) e dal Mezzogiorno (-7,3%). In valori assoluti, però, la spesa media più elevata si osserva come sempre nel Centro-nord, dove si attesta poco sopra i 2.500 euro mensili, a fronte dei circa 1.900 euro che si registrano invece nel Mezzogiorno. Le variazioni risultano molto differenziate tra i singoli capitoli di spesa, coerentemente con il tipo di restrizioni imposte per contrastare la pandemia: rimangono sostanzialmente invariate la spesa per Alimentari e bevande analcoliche (468 euro al mese) e quella per Abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria (893 euro mensili).

Si tratta, infatti, di spese difficilmente comprimibili, solo marginalmente toccate dalle restrizioni governative e che possono essere state favorite dalla maggiore permanenza delle famiglie all’interno dell’abitazione. Diversamente, la spesa per tutti gli altri capitoli, che nel 2020 vale complessivamente 967 euro al mese, è scesa del 19,4% rispetto ai 1.200 euro del 2019, con diminuzioni drastiche per Servizi ricettivi e di ristorazione (-39,0%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-26,5%), Trasporti (-24,6%) e Abbigliamento e calzature (-23,2%).

Massimiliano Dona (UNC): “Reddito di cittadinanza non è servito a nulla!”

Dal mondo dei consumatori si alza la voce. “Dati vergognosi! Si tratta di un record storico. Non si erano mai registrati, infatti, valori così elevati per la povertà assoluta dall’inizio delle serie iniziate nel 2005, ossia è il peggior risultato di sempre”, dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori in una nota. “Battuti tutti i precedenti primati”, afferma sottolineando che “questi dati non degni di un Paese civile dimostrano che reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e bonus vari non sono serviti quasi a nulla, essendo stati dati male, a pioggia, ed in ritardo. Ora il Governo Draghi rimedi con una riforma fiscale che abbassi le tasse ai più poveri”.

Carlo Rienzi (Codacons): “Povertà mette in pericolo tutta l’economia”

“I numeri sono peggiori delle aspettative, e dimostrano come l’emergenza sanitaria abbia influito sulle tasche delle famiglie impoverendo una consistente fetta di popolazione” sostiene il presidente del Codacons Carlo Rienzi, affermando che: “La nuova ondata di povertà che si registra in Italia mette in serio pericolo i consumi nazionali e l’intera economia, e avrà effetti a cascata su commercio, industria e Pil – prosegue Rienzi – Il Governo Draghi deve intervenire con urgenza per sostenere i redditi delle famiglie e la spesa e adottare misure in grado di rilanciare i consumi”.

Emilio Viafora: “Emergenza straordinaria richiede misure straordinarie”

“Questa situazione pone il Governo di fronte alla certezza che la povertà è stata tutt’altro che sconfitta. Un’emergenza straordinaria come quella in cui ci troviamo richiede misure straordinarie. E’ necessario ed urgente, in tal senso, restituire solidità e dare opportunità di crescita al sistema economico, sfruttando in maniera responsabile e costruttiva tutte le risorse messe a disposizione dell’Europa”, afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

Istat, Lucaselli (Fdi): “Contro povertà riforma politiche attive. No assistenzialismo puro”

“L’Istat traccia un quadro preoccupante sull’aumento della povertà assoluta, che ha toccato il record dal 2005. Aumentano di un milione le persone che si trovano in questa condizione e ciò impone delle soluzioni di sistema”. Lo dichiara la deputata di Fratelli d’Italia, Ylenja Lucaselli, in una nota. “Il ricorso al contrasto di situazioni emergenziali è doveroso, ed esistono molti strumenti a livello territoriale e regionale per farlo. Tuttavia questo non può essere l’unico sentiero da intraprendere. La riforma delle politiche attive, per garantire inclusione al lavoro e maggiore occupabilità è l’obiettivo o principale a cui guardare. È impensabile affrontare la povertà con l’assistenzialismo puro“, conclude.