Si infiammano le polemiche all’interno del nuovo esecutivo, a poche ore di distanza dal discorso di Mario Draghi al Senato (domani 17 febbraio) per la fiducia. Se fino a ieri la discussione era sugli ipotetici lockdown e sulla chiusura degli impianti da sci, oggi il tema è l’euro. Botta e risposta a distanza tra Matteo Salvini e Nicola Zingaretti, nonostante la ‘pace’ sancita ieri dopo il loro incontro. Nel quadro della sua ‘conversione europeista’, alla domanda se la scelta dell’euro è irreversibile, il leader della Lega a “L’aria che tira” su La7 spiega: “C’è solo la morte di irreversibile, per fortuna. Siamo nelle mani del buon Dio”. Interviene allora il segretario del Pd: “L’Euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo”, scrive su Twitter.
Ieri c’è stato il primo faccia a faccia tra i due segretari che, prima di trovarsi alla guida dei principali partiti della nuova maggioranza, sono stati sempre su barricate opposte. L’incontro è durato circa mezz’ora. “Con Zingaretti abbiamo parlato di lavoro, ci sono 140 crisi aziendali e sono ferme da mesi, il 31 marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti: o si interviene per tempo o sarà il caos“, spiega Salvini a Radio Capital. Aggiungendo: “Vorrei incontrare oggi la ministra agli Affari regionali Mariastella Gelmini e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini, perché l’edilizia e i lavori pubblici potrebbero creare davvero quel milione di posti di lavori di cui si parlava anni fa”. È vitale “sbloccare questi cantieri fermi”, ribadisce Salvini. E confida di poter “incontrare tutti i leader della maggioranza entro la settimana”, compresi Luigi Di Maio e Matteo Renzi. Salute, lavoro, scuola “e ritorno alla vita”, sono i dossier sul tavolo.
“Stiamo cercando soluzioni alle tante crisi aziendali: c’è un progetto di fattibilità sul ponte dello Stretto con l’acciaio prodotto a Taranto, Sarebbero circa 100mila posti di lavoro. Mi aspetto che Draghi rilanci il Ponte sullo Stretto – commenta Salvini, ospite a ‘L’aria che tira’, su La7 – Stiamo cercando alcune soluzioni, ho lavorato con Musumeci e Spirlì, c’è un progetto aggiornato a oggi sul ponte sullo Stretto”.
“Se mi avessero detto che avrei incontrato Zingaretti avrei sorriso, ma oggi bisogna pensare all’interesse del Paese e non alle divisioni. Io e Renzi, Zingaretti, Boldrini abbiamo idee diverse sul mondo, ma ora ci dobbiamo concentrare sulle soluzioni dei problemi. È il momento della collaborazione. Mi tengo per me le mie simpatie e le mie antipatie”, ha detto il leader della Lega in collegamento con L’aria che tira su La7. Insomma per il leader leghista, “questo è il momento di deporre l’ascia di guerra. Con un milione di posti di lavoro già saltati, penso che la politica debba usare il tempo per risolvere i problemi. Il ministro Speranza ha vissuto un anno sotto pressione, non lo invidio, cercheremo di sostenerlo da tutti i punti di vista”, ha poi aggiunto, a conferma del senso di responsabilità che in queste ore prevale all’interno della Lega.
Salvini ha sempre chiesto a Mario Draghi un atteggiamento europeista sull’immigrazione. Nel senso che anche l’Italia deve essere sostenuta dall’UE: “ Pretendiamo il coinvolgimento dell’Europa”, ha spiegato il leader della Lega a “The Breakfast Club” su Radio Capital. Salvini europeista ormai? “Non è un insulto, Draghi difenderà gli interessi degli italiani in Europa meglio di chiunque altro. In questo momento bisogna andare al di là delle etichette, altrimenti non avrei mai dato la fiducia al governo del banchiere Draghi – spiega – Questo è un governo europeista? Bene, comportiamoci come gli spagnoli, i francesi, i tedeschi, gli sloveni. Controlliamo chi entra e chi esce e pretendiamo il coinvolgimento dell’Europa. All’Italia ora servono meno etichette e più fatti”.










