Il Consiglio di Stato ha bocciato l’obbligo di mascherine a scuola per un caso specifico, dando ragione ad un famiglia di una bambina, che aveva fatto ricorso per sospendere l’obbligo sancito dai Dpcm. È di ieri, 26 gennaio, la notizia che la terza sezione del Consiglio di Stato, adito dall’avvocato Francesco Scifo e dalla collega Linda Corrias per conto dei genitori  della minore, ha accolto l’istanza e ha sospeso l’obbligo di mascherina per la durata delle lezioni.

Secondo gli avvocati la bambina, sanissima, avrebbe riportato effetti sulla salute facendo costante uso della mascherina: “Un precedente importantissimo – ha affermato l’avvocato Scifo – per chiunque porti prove mediche  documentali che comprovino il danno alla salute. Tengo a precisare che la bambina era sanissima. Ha riportato effetti sulla salute in costanza di uso. Abbiamo portato ad avallo le prove svolte dal medico per ore, con evidenza dei problemi di ossigenazione e un aumento delle pulsazioni cardiache”.

L’avvocato Scifo aveva impugnato tutti i Dpmc da ottobre ad oggi davanti al Tar del Lazio, ma la richiesta di sospensiva  era  stata rigettata e l’udienza era stata fissata per il 10 febbraio. A quel punto, l’impugnazione davanti al Consiglio di Stato.

Anche fuori dal nostro Paese ci sono situazioni simili: la Corte Costituzionale austriaca ha definito “illegale” il provvedimento che imponeva l’uso della mascherina a scuola a primavera 2020. E in Svezia, nel comune di Halmstad, l’uso del dispositivo di protezione è stato bandito nella scuola pubblica, perché “il rischio di un utilizzo inappropriato è troppo alto”.

Qui sentenza del Consiglio di Stato