“Decisione assurda da parte del Governo che avrà conseguenze drammatiche per il sistema produttivo lombardo“. Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico della Lombardia, Guido Guidesi, dopo che il governo ha deciso di inserire la regione in “zona rossa”.
“Bene ha fatto il governatore Fontana – ha detto ancora Guidesi – a chiedere con fermezza al ministro Speranza di approfondire la questione con il Comitato tecnico scientifico. Oltre a rivedere la decisione, il Governo dovrebbe utilizzare un semplice buonsenso e ristorare immediatamente tutte le attività economiche danneggiate. Questo astio nei confronti delle partite Iva – ha concluso Guidesi – deve finire”.
Lo stesso governatore Attilio Fontana, in un video postato su Facebook, ha detto che “c’è qualcosa che non funziona nei conti che vengono fatti, nella determinazione dei parametri, secondo me bisogna rivederla. Oggettivamente noi siamo in una fase nella quale stiamo migliorando i numeri eppure c’è il rischio che si entri in zona rossa”. “Io credo sinceramente – ha continuato – che la zona rossa sia una punizione che la Lombardia non si merita, perché’ ha fatto tanti sacrifici in questo periodo, i cittadini si sono comportati tutti molto bene, e onestamente la zona rossa è estremamente penalizzante. Queste sono le critiche che ho sostenuto parlando con il ministro Speranza. Il problema vero è che il conteggio dell’RT è una cosa estremamente opinabile e soprattutto si riferisce a dati vecchi e quindi, nel frattempo, c’è stata una evoluzione di cui non si tiene conto”.
A difesa del governatore è arrivata anche la dichiarazione di Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda: “è una decisione grave – ha detto – che avrà gravi ripercussioni economiche per la Regione che garantisce più di un quinto del Pil nazionale, più di un terzo dell’export italiano. Lo ha deciso il Governo giallorosso, i cittadini lombardi facciano le loro riflessioni. Ma a questo punto esigiamo ristori adeguati immediati per la Lombardia e ci associamo alla richiesta del governatore Attilio Fontana di sottoporre nuovamente la questione al CTS per rivalutare la decisione”.










