Sono iniziate oggi le consegne del vaccino contro Covid-19 di Moderna agli stati membri dell’Unione Europea e dell’area economica europea. Secondo quanto riportato da una nota di Moderna, le consegne verranno gestite da Kuehne+Nagel, società leader mondiale della logistica.

“Si tratta di un traguardo davvero emozionante, e siamo orgogliosi del ruolo che il vaccino di Moderna svolgerà nell’affrontare questa pandemia in Europa”, dice Dan Staner, vice presidente e direttore della regione EMEA per Moderna. “La distribuzione nell’Unione Europea è una delle più grandi imprese logistiche che Moderna abbia affrontato da quando è nata dieci anni fa. Provo grande ammirazione per il team dedicato che ci ha portato qui, e sono grato a tutti i partner, i fornitori e la Commissione Europea per il loro aiuto e il loro supporto lungo il percorso”, aggiunge. “Questo è un giorno importante per l’Europa e i suoi cittadini nella lotta contro Covid-19”, dice Stephane Bancel, amministratore delegato di Moderna. “Il team di Moderna – aggiunge – ha lavorato instancabilmente per fornire un vaccino con efficacia del 94 per cento in meno di 12 mesi dalla comparsa del virus. Questo potrebbe essere il primo medicinale che abbiamo portato in Europa, ma stiamo lavorando su molti altri, come i vaccini contro citomegalovirus e influenza, per aiutare a proteggere ancora più persone”.

Lo scorso 18 dicembre la Commissione Europea ha esercitato la sua opzione per ordinare ulteriori 80 milioni dosi del vaccino di Moderna contro il COVID-19, portando il suo impegno di ordine confermato a 160 milioni dosi nel 2021. La Commissione Europea ha concesso un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio (CMA) per il vaccino di Moderna il 6 gennaio scorso, sulla base della raccomandazione dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Ad oggi il vaccino di Moderna è stato autorizzato negli Stati Uniti, in Canada, in Israele e nel Regno Unito. Le autorizzazioni all’immissione in commercio sono state rilasciate anche da Islanda e Norvegia.

In Italia saranno 47mila le dosi in consegna e il governo sta valutando se premiare le regioni virtuose, quelle cioè che riescono a smaltire le scorte in un tempo ragionevole. Ed è proprio su questo punto che si è scatenata subito la polemica. Ad accendere la miccia di ha pensato il deputato di Forza Italia, Sestino Giacomoni, che in una nota ha affermato: ”Il governo smentisca subito l’indiscrezione di stampa sull’ipotesi di distribuire le prime dosi del vaccino Moderna alle sole Regioni ‘virtuose’. La vaccinazione di massa contro il Covid-19 non è un concorso a premi dove chi è più bravo vince più dosi. Semmai sarebbe opportuno che l’esecutivo, piuttosto che litigare sulle poltrone, si impegnasse notte e giorno a uniformare in tutte le zone del Paese il livello di vaccinazione. Troppo facile fare lo scaricabarile sulle Regioni. Che sia chiaro: è unicamente del governo la responsabilità, innanzitutto politica, della risoluzione dell’emergenza sanitaria – legata indissolubilmente alla vaccinazione di massa – che, traducendosi in ripristino della normalità, funge da asse portante per la risoluzione della crisi economico e sociale. L’una va di pari passo con l’altra. Proprio per questo, anche per ovviare a soluzioni strampalate, sarebbe opportuno attivare fin da subito il Mes sanitario proprio per acquistare, distribuire e somministrare H24 i vaccini a tutta la popolazione italiana, nel più breve tempo possibile”.

Lo stock del vaccino di Moderna giungerà a Roma e sarà portato all’Istituto Superiore di Sanità, per poi essere distribuito a livello locale. Nel frattempo si sta valutando la possibilità di indicare ulteriori categorie per questa prima fase della campagna di vaccinazioni anti-Covid, con la dotazione di dosi Pfizer. Oltre a medici e ospiti delle Rsa, potrebbero partire già in questi giorni le vaccinazioni degli anziani over 80, per limitare i decessi e gli ingressi in terapia intensiva. A seguire, dovrebbero esserci gli insegnanti.

Secondo il Ministero della Salute si proseguirà  chiamando le persone da vaccinare, ma ancora si tratta di poche categorie selezionate. “La vaccinazione di massa – ha sottolineato il ministro Speranza – partirà più avanti, quando avremo a disposizione più vaccini”.