La nascita di Edizione Straordinaria offre il destro per approfondire il controverso rapporto tra Lega e Meridione, in un momento storico che impone scelte coerenti con le finalità fissate dall’Ue quando ha attribuito all’Italia un’imponente quota del Recovery Fund.
E’ in tale ottica che apprezziamo la volontà di Matteo Salvini di non limitarsi a un Sì o No al Ponte sullo Stretto ma di inserire l’opera in un sistema di collegamenti tra i porti del Paese, allo scopo di creare una rete logistica intimamente connessa a un sistema portuale diffuso su tutto il territorio nazionale.
Ci auguriamo che questo concetto sia alla base del contributo leghista alla Recovery List italiana e sia teso a rendere più equilibrato e competitivo l’intero sistema trasportistico italiano. Coerentemente con questa speranza, desideriamo fornire alcuni spunti mirati ad avviare un confronto costruttivo. Il primo riguarda il ruolo del Mezzogiorno nel panorama euro mediterraneo e come tale ruolo possa essere reso sinergico alla crescita della PMI manifatturiera settentrionale. E’ un argomento con forti collegamenti politici: appare, infatti, assai improbabile per un partito poco radicato sul territorio conquisti consistenti quote di consenso senza riconoscere al Sud una funzione insostituibile nel processo di trasformazione del Paese. Trasformandolo da malato d’Europa a elemento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi economici e geostrategici indicati dalla stessa Ue.
Un cambiamento radicale di prospettiva che ridarebbe orgoglio al Meridione e al Paese e accrescerebbe enormemente la loro capacità di attrarre capitali di rischio. Solo il rafforzamento di una dimenticata dimensione mediterranea dell’Italia è in grado di affrancare il Paese da una rischiosa euro dipendenza e porre le basi – anche culturali – per l’individuazione di linee guida di un Next Generation Plan italiano compatibili con l’approvazione dei finanziamenti.
Per non parlare di un Mediterraneo diventato più turco, russo e cinese che europeo. Qualcuno si illude di accrescere la presenza occidentale da Trieste e Genova?
Il futuro del Sud e del Paese non passa attraverso discutibili lezioni di civismo – che ricordano l’infelice affermazione del Commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger (riferita proprio alla Lega), secondo il quale “i mercati avrebbero insegnato agli italiani come votare” – o a una politica neo-clientelare di stampo grillino; ma all’ormai unanime convinzione che la ventennale decadenza dell’Italia si arresta solo guardando al Mediterraneo attraverso il Mezzogiorno ed evitando di prolungare la ventennale e fallimentare politica economica che vede nella locomotiva settentrionale l’unico strumento di un’improbabile resilienza.
Fernando Rizzo e Giovanni Mollica
per Rete civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno










