Il 31 dicembre sono in scadenza sia lo stato di emergenza che l’uso esteso del green pass. I due strumenti, secondo quanto emerge da fonti governative, sono considerati “binari paralleli”, dunque non legati allo stesso destino. Si comincia a ragionare quindi sul futuro della certificazione verde. Lo stato di emergenza è stato già prorogato più volte e a meno di interventi legislativi è estendibile solo fino al 31 gennaio.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, le ipotesi principali sul tavolo al momento sono già due: un’estensione fino a primavera dello strumento attuale oppure l’estensione fino all’inizio dell’estate (attorno a giugno) con l’obiettivo poi di modularne una minore applicazione, lasciandolo obbligatorio per un numero sempre minore di categorie professionali. Questa diminuzione a tappe sarebbe qualcosa di simile a ciò che è avvenuto nei primi mesi del 2021 per le riaperture.

Le scelte verranno fatte seguendo soprattutto l’evolversi della pandemia con i relativi dati di contagi e ricoveri.

La sola certezza al momento dovrebbe essere la proroga dell’uso del green pass per una parte del 2022. Un modo per provare a spingere ancora con la campagna vaccinale anche nei prossimi mesi e arrivare al 90% di immunizzati, obiettivo del commissario Figliuolo. Con i ritmi delle ultime settimane questa soglia potrebbe essere raggiunta verso fine dicembre.